Capitolo 00 di 13

The Thesis Was Right, and I Wish It Weren't

Posizione zero di The Fork. Cos'è questa serie, perché adesso, e una capanna a Tulum dove un ragazzo ebbe ragione nel modo peggiore.

Mito · Babel / the Tulum doorway/Posizione Zero · ottobre 2001/5 tavole
I

What this is

The Fork è una serie sulla frattura più grande della nostra epoca: il divario che si allarga tra chi si potenzia con queste macchine e chi rifiuta. Non un divario di opinione. Un divario di natura. Ogni saggio prende un vecchio mito e lo mette a confronto con una posta in gioco viva del presente, perché ciò che accade ora è nuovo nella velocità e vecchio nella forma, e le storie più antiche sono gli unici strumenti abbastanza precisi per leggerlo.

Ecco la tesi su cui è costruita l'intera serie, e voglio che alla fine tu ne abbia un'opinione. La differenza tra i potenziati e i rifiutanti sta diventando acquistabile, e a differenza di ogni strumento che l'ha preceduta, l'acquisto non si diffonde verso l'esterno finché tutti non lo possiedono. Si accumula. Generazione dopo generazione, si indurisce in due specie di essere umano che non sanno più leggere le pagine dell'altro. Questa è la biforcazione. Questo primo capitolo parla dell'ultima mattina prima di essa, e di come io lo sappia, perché scrissi la tesi quando avevo ventidue anni e ho passato vent'anni a guardarla avverarsi.

It compounds. Generation over generation, it hardens into two kinds of human being who can no longer read each other's pages.
Position Zero
II

The hut in Tulum

Ottobre 2001. C'è una capanna a Tulum dove un tempo credetti di aver risolto il mondo. Avevo ventidue anni. La tesi era finita, o abbastanza finita. Avevo scritto che stavamo diventando la prima vera gioventù del villaggio globale digitale, e che il nostro guaio era una discrepanza tra il mondo che ci era stato consegnato e le storie che avevamo per dargli un senso. Sotto tutto questo stava la piccola equazione che credevo fosse una chiave: zero è uguale a uno. Credevo di aver costruito una torre. Avevo costruito una soglia, e non conoscevo ancora la differenza.

Itzel la conosceva. Stava sulla soglia della capanna con la luce dietro di sé, lesse le pagine senza chiedere, e quando ebbe finito non mi disse che avevo torto. Mi disse che ero in anticipo. C'è una distanza tra questi due verdetti, e ho passato gli anni da allora a percorrerla.

I believed I had built a tower. I had built a doorway, and I did not know the difference yet.
Position Zero
III

The word for brick

Il fatto di una torre è che tutti possono vedere che significa lo stesso. Era l'intera promessa di Babele. Non che i mattoni fossero alti, ma che la parola per mattone fosse la parola per mattone, per tutti, nello stesso istante. La storia parla di materiali, non di altezza. Quando i materiali smettono di significare una cosa sola, la torre non crolla. Smette di essere una torre e diventa tante torri quanti sono i costruttori, ciascuno certo che gli altri parlino a vanvera.

Non lo capivo a ventidue anni. Lo capii sette anni dopo, parlando dentro un registratore, allungando la mano verso la cosa più vicina sullo scaffale per spiegarmi. Un disco in vinile, dissi, è l'onda stessa, impressa in un solco, la forma reale del suono. Un compact disc è l'onda contata, affettata in numeri così fini che il tuo orecchio non può sentire le giunture, ma giunture fino in fondo. Avevamo barattato il solco con il conto e ci eravamo detti che nulla era andato perduto. Zero è uguale a uno non fu mai aritmetica. Era il solco e il conto che insistevano di essere la stessa onda.

IV

The receipts

Ecco ciò che né il ragazzo né l'uomo potevano vedere. Pensavano che la biforcazione fosse una metafora, una tensione nella cultura, un problema da raccontare. Non sapevano che sarebbe arrivata come un prodotto. Che qualcuno avrebbe costruito la vastità, l'avrebbe messa in commercio, le avrebbe dato un prezzo, l'avrebbe piazzata dietro una cassa. Che le due metà di quella vecchia equazione sarebbero diventate due specie di essere umano, che la differenza tra loro sarebbe stata in vendita, e che la vendita non si sarebbe diffusa come gli strumenti avevano sempre fatto prima ma si sarebbe accumulata in due popoli che non potevano più comprendersi.

La tesi era giusta. Questa è la parte che vorrei poter ritirare, non perché aver ragione sia un peso ma per ciò su cui avevo ragione. Volevo aver ragione sulla soglia. Mi ritrovai ad aver ragione sulla biforcazione.

I wanted to be right about the doorway. I turned out to be right about the fork.
Position Zero · the admission
V

The last morning before it

Itzel, sulla soglia, non era la biforcazione. Era l'ultimo istante prima di essa. Due persone in una stanza, che leggono le stesse pagine, intendendo con esse la stessa cosa. È il mondo che la torre prometteva, ed è il mondo che sta finendo, non con una guerra o un diluvio ma con un pulsante di acquisto, moltissime persone che lo premono, moltissime che rifiutano, ed entrambe le parti, nel giro di pochi decenni, sinceramente incapaci di comprendere che cosa sia l'altra.

Ho scritto una trentina di saggi che girano attorno a questo chiamandolo con altri nomi. Il manifesto per la prossima mitologia era questo. Quando tutti sono un dio era questo. Continuavo a pensare di descrivere una cultura. Descrivevo una biforcazione, e me ne stavo sul lato più vicino di essa, ancora, con la luce dietro di me, leggendo pagine a qualcuno che intende la mia stessa cosa.

Ed è qui che il capitolo comincia. Non con la biforcazione. Con l'ultima mattina prima di essa, una capanna e una soglia e un ragazzo che ebbe ragione nel modo peggiore. La domanda che questa serie ti consegna, prima di tutto il resto, è su quale lato di quella soglia hai intenzione di stare.

Which side of that doorway you are going to be standing on.
Position Zero · the question